TIGLIO

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Tiglio Selvatico
(Tilia cordata Mill. = T. parvifolia Ehrh., T sylvestris Desf)

Il nome specifico allude alla forma della base fogliare (cordata=cuoriforme). E’ simile al tiglio nostrano, col quale è piuttosto facile confonderlo, ed al tiglio ibrido, frutto di un incrocio, presente sia in natura che in coltivazione, con il tiglio nostrano.
La crescita è relativamente rapida (10 metri in 20 anni) ed ha una longevità di 800-1.000 anni..
La chioma, ovoide e arrotondata, è densa e ramosa e può raggiungere i 30 metri di altezza mentre il tronco può arrivare a diametri di 1,5 - 2 metri.
La corteccia grigiastra, dapprima liscia e sottile, è poi fessurata in solchi sottili, sempre più fitti e sinuosi.
Le foglie, caduche e disposte alternamente, sono piccole, spesso più larghe che lunghe, con basi asimmetriche e apice acuminato. Lunghe tra i 3 e i 9 cm, hanno il margine finemente seghettato, presentano la pagina superiore verde scuro e glabra, mentre l'inferiore, verdazzurra, mostra ciuffi di peli rossastri alle biforcazioni dei nervi. Il picciolo è lungo 1,5-3 cm. I rametti sono lisci con rari peli. Le gemme sono ovoidi e glabre con due perule spesso rossastre.
I fiori bianco-giallastri sono penduli, raggruppati in infiorescenze di 4-15 elementi e compaiono in giugno. Il peduncolo si allarga in una brattea membranosa di circa 8 cm. L’albero fiorisce intorno ai 20-25 anni d’età.
I frutti, piccoli e globosi, sono di colore grigiastro. Hanno coste appena visibili, parete sottile e maturano in ottobre.
Un tempo sicuramente tra le essenze forestali più diffuse, caratteristica dei climi temperati umidi e caldi, il tiglio selvatico, è oggi diffuso in quasi tutta l'Europa, dalla Spagna all’Irlanda, compresa la parte meridionale della Penisola Scandinava e si spinge fino agli Urali e nel Caucaso.
Cresce isolato o nei boschi misti di latifoglie. Preferisce i substrati acidi e si trova a suo agio sui ripidi versanti collinari. E’ presente dal livello del mare fino a 1400 m di quota, ma è sicuramente l’ambiente prealpino ed appenninico è quello a lui più favorevole, anche se la profonda trasformazione ad uso agricolo del territorio, con la creazione di vigneti e di prati stabili, lo ha fatto divenire in queste zone piuttosto raro. Nelle piantumazioni italiane, infatti, è stato preferito il tiglio nostrano.
Non è così nei paesi slavi. e tedeschi, dove il tiglio selvatico è considerato sacro. Da questa tradizione nasce l’abitudine, nei paesi e del sud Tirolo e nei villaggi sloveni del Carso, di mantenere un tiglio nelle piazze.
Il legno è bianco, omogeneo e tenero, è di facile lavorazione e in passato veniva impiegato per fabbricare mobili, zoccoli, lavori di intaglio e di tornio. Viene anche utilizzato per i tasti di pianoforte, le matite e i fiammiferi. Il suo carbone è apprezzato per la fabbricazione di polvere pirica. I fiori, ricchi di oli essenziali e mucillagini, vengono utilizzati per preparare infusi calmanti ed emollienti, con proprietà vasodilatatrici e sedative.



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