PLATANO

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Alberi: Platano
di Ruggialdi

Comune albero di rapida crescita che si ritrova ad ornare viali di campagna e di città, grazie alla sua buona resistenza agli inquinanti atmosferici e alle potature anche più drastiche (per evitare ovvi pericoli di caduta di rami sulle strade). Può raggiungere l’altezza di 30 metri e tende a sviluppare una chioma sferica di colore verde intenso in primavera. La corteccia è caratteristica: di colore chiaro, tende a rinnovarsi a placche, le più vecchie di colore scuro che tendono a staccarsi.
Le foglie sono alterne, con cinque lobi e larghe circa quindici centimetri, lucide, vengono facilmente dilavate dalla pioggia che così ne lava i residui polverosi che tenderebbero a depositarsi.
La specie che orna i nostri viali è un ibrido tra Platanus orientalis e Platanus occidentalis, chiamato Platanus acerifolia per la somiglianza delle sue foglie a quelle dell’acero (ricordiamo che anche tra le specie dell’acero ve ne sono due chiamate Acer platanoides e Acer pseudoplatanus che non sono platani) che però possiede una corteccia molto diversa da quella del platano, cioè grigia, più o meno scura con fessure longitudinali.
I frutti sono globosi e non cadono, ma rimangono sospesi sull’albero durante l’inverno.

Tra le malattie che colpiscono questo albero ricordiamo:
- il seccume del platano (Gnomonia veneta) che provoca disseccamento primaverile delle fogli,e che inizia lungo le nervature delle giovani foglie per arrivare alla caduta delle stesse, lasciando parti intere della pianta defogliate.
- il cancro colorato del platano è causato da un fungo ascomicete estremamente virulento: il Ceratocystis fimbriata e si manifesta con deperimento e rapida morte dell’albero. Il nome deriva dal colore bluastro, visibile se si taglia il tronco delle piante morte.
Al momento attuale il fungo non si può combattere con sostanze chimiche per cui le piante malate o morte devono essere abbattute ed eliminate, con disinfezione della pianta stessa e degli attrezzi usati nell’operazione (con fuoco, sali di ammonio, ipoclorito di sodio o alcool etilico).
Non si consiglia poi la sostituzione delle piante infette con altre piante di platano che potrebbero a loro volta ammalarsi, ma è preferibile aspettare qualche anno o piantare alberi diversi.
Per contenere la malattia le piante vicino a quelle contagiate vanno se possibile eliminate, per quelle più lontane non si deve procedere con potature, ma se proprio indispensabile le ferite da potatura vanno disinfettate con fungicidi adatti o coperte con sostanze (mastici o colle viniliche). Per ulteriori informazioni leggere il decreto n° 412 del 3/9/1987 ed il successivo D.M. 17/4/1998.

 



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