Elementi di Numerologia
Significato di alcuni numeri
naturali
di Ruggialdi
- ottobre 2004
ZERO è il numero arabo per eccellenza,
la parola stessa ci arriva dall'orientale sephr o siphr e tracce di questo uso è riscontrabile nella lingua
inglese: cipher infatti significa sia 'cifra' che 'uno
zero', un pincopallino insomma.
UNO è l'elemento generatore, principio maschile.
Indica il Dio nelle religioni monoteiste, il sole in termini
astronomici, e anche l’inizio dell’opera umana (per
esempio nella figura del Bagatto dei tarocchi).
DUE è un numero legato al mondo
femminile, è un numero associato alla dolcezza, alla
malizia e all’astuzia. Quindi è il numero della
gentilezza, ma anche per certi versi dell’insicurezza.
Nelle carte dei tarocchi è rappresentato dalla Papessa,
principio femminile che si trova tra le due colonne del tempio
di Salomone, Jakin e Boaz, che rappresentano nel mondo occidentale
quello che lo ying e lo yang sono nel mondo orientale.
Due è il primo numero pari e generatore di tutti i
numeri pari seguenti. Il due rappresenta inoltre il Creato
in contrapposizione all’uno, non a caso la Bibbia inizia
con la lettera B.
TRE è considerato il numero perfetto dato da
1 (principio maschile) + 2 (principio femminile). Per taluni
è anche il numero dell'armonia in quanto essendo la
somma del numero uno e del due racchiude in sé l'armonia
dell'insieme.
Nella religione cristiana è associato alla Trinità
divina (Padre, Figlio e Spirito santo), nelle arti magiche
l’insieme del tempo dato da Passato, Presente e Futuro.
In termini geometrici il 3 si disegna come un triangolo, che
può avere la punta verso l’alto
e indica in tal caso il macrocosmo, l’occhio di Dio,
la luce (l’aria); oppure può essere rovesciato
e indica
in tal caso il microcosmo, il riflesso, l’ombra, la creazione.
QUATTRO è il numero della stabilità
ma anche dell’immobilità. Associato quindi a persone
od oggetti indica cose concrete, pratiche, efficienti; non
a caso nei tarocchi il numero quattro è associato alla
carta dell’Imperatore.
In termini geometrici piani si rappresenta con un quadrato,
mentre nello spazio abbiamo una piramide a base triangolare
(tetraedro); sono necessari infatti almeno 4 punti per avere
una figura spaziale.
Numerose sono le quaterne nella civiltà umana, per
fare qualche esempio:
i 4 elementi che componevano la materia della Terra secondo
i Greci;
i 4 punti cardinali;
i 4 arti degli animali superiori;
le 4 stagioni;
i 4 evangelisti ognuno dei quali fu, fin da molto presto associato
ad uno dei quattro animali presenti nel profeta Daniele e
nell’Apocalisse.
CINQUE è la completezza del 4+1,
numero che quindi si può associare all’uomo essendo
dotato di cinque sensi. Nella casella cinque si trova la prima
oca nel famoso Gioco dell’Oca. È il numero
della saggezza, sia quella legittima sia quella proibita.
Mi piace vedere nel cinque i quattro punti cardinali più
il centro, dove si trova l’uomo.
Tra l’altro è il numero che si associa alla sessualità
e non è un caso che si associ il pentagono (pentacolo)
al demonio. Tra l’altro nel sistema decimale tutti i
multipli di cinque presentano o il cinque o lo zero (l’annullamento).
In geometria il 5 si rappresenta con il pentagono o con una
stella a cinque punte, che può avere una punta verso
l’altro (principio positivo) o una punta verso il basso
(principio negativo).
SEI è un altro numero definito
“perfetto”, è il numero del completamento,
non a caso Dio compie la creazione del mondo in sei giorni.
Tra l’altro è considerato il numero della famiglia,
del matrimonio e delle scelte sentimentali. È l’unione
del macrocosmo col microcosmo e si rappresenta con la stella
di Salomone. Il dado ha sei facce ed è la seconda figura
regolare dello spazio dopo il tetraedro.
Ma è anche la cifra che compone il numero della “bestia”
o anticristo, il famoso “666” nell’Apocalisse
di Giovanni.
SETTE è un numero legato per antonomasia
all’esoterismo e simboleggia la ricerca della verità,
o in altri termini, la ricerca dello scopo dell’esistenza
umana. Secondo la numerologia, gli individui caratterizzati
da tale numero sono predisposti al sacerdozio e alla meditazione,
spesso dotati di una forte empatia verso il prossimo. Famosi
sono alcuni settenari, nati con le conoscenze umane:
i 7 giorni della settimana,
i 7 colori dell’arcobaleno,
le 7 note musicali;
le 7 chiese dell’Asia a cui è dedicata l’Apocalisse
di Giovanni;
i 7 pianeti e i metalli noti dall’antichità, ecc.
Il sette si compone di 4 + 3 cioè dalla stabilità
della terra e dal divino.
OTTO è un numero molto fortunato
che rappresenta il successo. In termini religiosi indica la
rinascita; i battisteri più antichi sono infatti a
pianta ottagonale. Matematicamente l’otto si ottiene
come 4 x 2 oppure come 4 + 4, indica quindi anche stabilità,
simmetria e nei tarocchi è rappresentato dalla Bilancia.
Ha otto facce l’ottaedro, il terzo solido relativo alla
regolarità delle figura spaziali.
NOVE è il numero sacro per eccellenza,
rappresentato nelle carte dei tarocchi dalla figura dell’eremita.
È il primo quadrato dopo il quattro. Nella cultura
ebraica questo numero è associato alla lettera tet,
il bene.
DIECI è un numero positivo, rappresentando
la tappa finale di un cammino percorso dall’uomo.
DODICI è un altro numero chiave,
dato da 3 x 4, o meglio ancora da 7 + 5 e indica nuovo inizio.
È un numero chiave nella religione ebraico cristiana,
dove si incontrano numerose dozzine quali: numero di apostoli,
numero delle tribù di Israele, segni dello Zodiaco.
TREDICI è uno dei numeri fausti
e infausti nello stesso tempo. Si compone di 6 + 7 e indica
cambiamento radicale. Spesse volte è associato alla
morte, non solo nei tarocchi, ma anche in molte altre rappresentazioni.
QUINDICI dato da 5 x 3, è la carta
rappresentata come il diavolo nei tarocchi, come già
era capitato in passato.
DICIASSETTE è il numero da tempo
associato alla sfortuna; sembra che tale idea ci venga dalle
credenze romane: XVII è anagramma di VIXI, “ho
vissuto”, quindi “sono morto”.
CINQUANTASETTE è un numero non
allegro, come molte altre combinazioni di numeri, per i quali
la somma delle cifre è 13. Non è un numero primo
perché divisibile per 3 e per 19.