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Discendono
dai Del Bello di Castrocaro, i quali a loro volta vantano come
capostipite Bello (diminutivo di Gabriello), nipote di Cacciaguida
degli Elisei; sono quindi lontani cugini di Dante Alighieri.
Geri, figlio di Bello, vivente attorno al 1269, fu uomo violento
e seminatore di discordie; finendo ucciso, i suoi nipoti ne
vendicarono poi la morte.
Nel maggio del 1537, colpiti dal bando di proscrizione a causa
dellalto tradimento di Achille Del Bello e di altri suoi
consanguinei contro il legittimo sovrano, ripararono in Ravenna
e Ferrara.
Il ricordato Achille figlio di Bello fu procuratore del vescovo
di Forlì nel 1516, ambasciatore più volte alla
signoria di Palazzo Vecchio e agli Otto di Pratica per la provincia
Tosco-Romagnola dal 1516 al 1522. Sostituto provveditore delle
rocche di Castrocaro e Montepoggiolo per il dott. Cavalcante
Cavalcanti di Firenze. Provvigionato dei dieci di guerra al
tempo della Repubblica. Desideroso di debellare ser Simone ed
altri de Corbizi suoi nemici, mandò a Bologna a fare
intendere a messer Migliore, chiamato il cavaliere de Govoni,
che era suo intento di fare rivolgere Castrocaro per darlo a
ser Pietro Strozzi, che fuoriuscito se ne stava a Bologna.
Ma lardito colpo ebbe un epilogo triste e doloroso perché
tutti i beni e le case sue e dei suoi parenti vennero confiscati
e dal duca di Firenze donati alla famiglia Paganelli e parte
ai Corbini ed Achille fu costretto insieme a suo figlio Gerolamo
e ai nipoti ex frate Cesare, Corbizio, Rinaldo a rifugiarsi
in Ravenna e dovettero cambiare il cognome primitivo in quello
Della Torre in memoria della loro antica casa, che era davanti
alla torre pubblica allo scopo di rimanere occulti alla polizia
dei legati pontifici. Alcuni esponenti di questa famiglia furono
cavalieri, magistrati, imparentandosi con le più note
famiglie romagnole tra cui i Lovatelli, Rasponi, Boschetti e
De Rossi.
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