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Il
Corvo nella Letteratura
Il Corvo e la Volpe
di Esopo
C'era una volta un grosso corvo apollaiato
su di un ramo con un bel pezzo di formaggio in bocca.
Una volpe che passava lì sotto ne sentì il profumino
ed escogitò rapida un piano per impossessarsene: "Che
bel corvo sei, non ne ho mai visti di così grossi e
maestosi! Che belle penne lucide e folte! Che zampe snelle,
proprio come si addicono ad un uccello così nobile!
E che becco, da vero re!"
Il corvo al sentirsi così lodato gonfiò il petto
d'orgoglio.
La volpe continuò: "Chissà un uccello così
perfetto che bel canto melodioso avrà, se solo potessi
udirlo!".
Il corvo dubitava che la propria voce potesse essere bella
ma forse, era proprio così, per un uccello nobile come
lui, aprì il becco e con forza gracchiò: "Cra,Cra."
Il pezzo di formaggio cadde e finì proprio tra le fauci
della volpe: "Grazie per il formaggio, sciocco che non
sei altro!" disse leccandosi i baffi ed aggiunse:
"Sei l'uccello più brutto che abbia mai visto,
con la voce più sgradevole che abbia mai udito e soprattutto
più stupido che abbia mai incontrato".
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