CORVO

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Corvo Imperiale
(Corvus corax corax L.)

Caratteristiche
E’ il più grande passeriforme e corvo europeo. Le sue ali superano 1,3 metri di larghezza e dal becco alla coda è lungo tra i 62 ed i 70 cm, di cui circa 24 imputabili alla coda e dai 6,8 agli 8,4 al becco. Può raggiungere il peso di 1500 grammi.
Ha occhi bruni ed è completamente nero, dalla punta del robusto e lungo becco munito di vibrisse alla coda cuneiforme, ed i due sessi appaiono perfettamente simili. Il piumaggio, con riflessi blu acciaio, è liscio se si esclude la gola irsuta, che lo rende distinguibile persino in volo. Quando è molto eccitato drizza le piume del collo.
Le zampe sono forti e munite di unghie robuste e gli permettono di camminare agevolmente sul terreno con un’andatura simile a quella dei colombi.
Il suo volo è elegante e rettilineo. Durante il periodo degli amori, i maschi combattono furiosamente per il possesso delle compagne.
Il suo richiamo è un inconfondibile “krok krok” molto forte, ma possiede una notevole capacità di imitare i suoni.

Diffusione

Il Corvo Imperiale abita tutta l'Europa, l'Asia sino al Giappone, l’Africa e l'America settentrionale fino in Messico. Riesce infatti ad adattarsi ad ambienti diversi per clima, altitudine, flora e fauna. Ovunque è sedentario:
Escludendo la Sardegna, in Italia è un uccello assai raro. Nel nostro paese ci sono solo dalle 3000 alle 6000 coppie nidificanti distribuite su Alpi, Sardegna, Sicilia, Gargano e tutto l'Appennino Meridionale. In Campania è presente nei parchi nazionali del Cilento e Vallo di Diano e del Vesuvio, dove risulta come l’uccello più grande.

Habitat

Il Corvo Imperiale di solito vive solitario o a coppie. E’ monogamo e il legame con il partner si scioglie solo con la morte. Talvolta forma piccoli stormi di non più di sei elementi, che prediligono le zone montane, le ampie foreste d'alto fusto e le coste rocciose di mare, dove nessuno li può importunare. Il suo territorio può raggiungere un'estensione di 10-15 chilometri quadrati.

Riproduzione

L'istinto riproduttivo si sveglia in febbraio. In questa stagione le coppie si lanciano negli arditi voli nuziali, fatti di picchiate e veloci risalite. In seguito il maschio si esibisce in una sorta di parata rituale che si conclude quando la femmina si rende disponibile all’accoppiamento.
La costruzione del nido, collocato in luoghi inacessibili come pareti rocciose, scogli a picco sul mare o vette degli alberi più alti , inizia nello stesso periodo. Il materiale è dato da rami, terra, muschio e pietre. Spesso vengono riutilizzati vecchi nidi, ai quali vengono aggiunti nuovi rami secchi ogni volta, così che negli anni possono raggiungere il metro di diametro. Nella conca, che la femmina provvede a foderare con licheni, crini e pelo d’animale, verranno poi deposte in marzo, a intervalli di 24-48 ore, dalle 3 alle 7 uova di colore verdognolo, macchiate di bruno e di grigio, molto piccole e leggere rispetto alle dimensioni dell’uccello.
Per tutto il periodo della cova, circa tre settimane, la femmina rimane nel nido, nutrita dal maschio con cibo rigurgitato. Il compagno mostra sempre estrema cautele nell’avvicinarsi ed allontanarsi dal nido, onda evitare che lo si possa scoprire.
Una volta che la femmina è sazia i due uccelli si scambiano una singolare serie di grugniti, suoni gorgoglianti e gracchianti, che fanno pensare ad una vera e propria conversazione.
Le uova si schiudono verso la fine di marzo. Per circa 40 giorni è il maschio a provvedere alla compagna e al nutrimento dei piccoli, compito che poi verrà assolto da entrambi i genitori. La dieta è varia: lombrichi, insetti, lumache, rane, topi, uccellini, uova e carni putrefatte. Ancora in maggio i nuovi nati vengono nutriti con bocconi di carne di lepre, ratto, talpa, pernice, lucertola, sauro, serpente e di pesce.
I giovani abbandonano il nido tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, periodo in cui verranno addestrati al volo e alla caccia. Solo verso l’autunno inizieranno a condurre una vita veramente indipendente, anche se talvolta le famiglie continuano a rimanere unite fino alla successiva stagione degli amori.

Alimentazione

Di appetito insaziabile, il Corvo Imperiale è onnivoro ed è in grado di inghiottire di tutto, dalle sostanze vegetali alle prede che si procura in proprio. In primavera scaccia gli adulti dai nidi per saccheggiarne uova e pulcini; d’estate preda i pesci lungo le coste. In piccoli branchi insegue anche le aquile per strappargli brandelli di prede. Del resto è capace di aggredire mammiferi ed uccelli (come anatre, pernici e fagiani) di mole anche maggiore della sua o di divorare senza remore un suo stesso simile, se ammalato o morto. Dove abbondino animali morti o cadaveri, i corvi non mancano. In varie zone, infatti, ha occupato la nicchia lasciata libera dagli avvoltoi: Comunque, a seconda della latitudine, entra in diretta competizione con gli stercoraridi, gli avvoltoi e gli uccelli da preda in genere.
Il corvo non disdegna neppure i rifiuti, utilizzando abbondantemente le discariche, il che lo porta quindi ad avvicinarsi alle case dell’uomo.

Legislazione

In Italia il Corvo Imperiale è una specie protetta. Ne è pertanto vietata la vendita e la detenzione a meno che non ne sia certificata la nascita in cattività.

 



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