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Un libro sulle parole questo, nel quale si percepisce
unattenzione particolare e speciale nella scelta dei vocaboli;
leggendolo ci si ritrova in cammino verso le parole, parole damore,
parole dincontro, capaci anche di costruire un ponte tra culture
lontane. Il vertiginoso amore di Elena e Tayeb si intreccia con
i racconti che lautore ci regala, storie che si portano addosso
il profumo intenso e speziato del vento nordafricano e che sono
una dichiarazione damore nei confronti della nostra lingua,
litaliano che Lamri ha scelto di abitare, che è diventato
luniverso linguistico nel quale raccontare e raccontarsi.
La scrittura consuma le mie parole e lamore ha
bisogno di silenzio e di raccoglimento, ecco perché alla
voce rimane poco. Ma con te so di poter parlare, è una libertà
inedita per me. Sei tornato da me, non ti ho incontrato. Sei tornato
alle mie labbra ed alla curva del mio collo, il tuo profumo mi ha
accompagnata nel sonno ed era là quando mi sono svegliata.
Tahar Lamri (Algeri 1958) proviene dalla quella riva meridionale
del Mediterraneo tanto feconda di grandi scrittori. Nel 1979
dopo aver compiuto i suoi studi in legge, ha lasciato lAlgeria
e si è spostato in Libia dove ha lavorato come traduttore
presso il Consolato di Francia a Bengazi fino al 1984. È
arrivato in Italia nel 1986 dopo aver vissuto in Francia e in altri
paesi europei. Tahar Lamri è traduttore e interprete, scrittore,
narratore e saggista. Ha partecipato a molti seminari e convegni
sulla letteratura della migrazione e sul multiculturalismo in genere,
e di alcuni ne è stato diretto coordinatore e promotore.
Organizza e prepara attività teatrali, o meglio di narrazione,
e con i suoi testi Il pellegrinaggio della voce e Tuareg gira il
mondo per incontrare persone e far conoscere la sua letteratura.
Nei suoi scritti sa far convivere linguaggi diversi e lontani; il
ruvido dialetto della pianura padana e le voci dei cantastorie del
nord Africa, la cultura millenaria del mondo arabo e le parole di
questItalia in divenire
Scrivere in italiano ha per
lui il senso, salvifico per lidioma, della liberazione e contaminazione
con le altre sue lingue (larabo, il dialetto algerino, e,
in un certo senso, il francese). La scrittura è il suo pellegrinaggio
verso questa lingua inedita, sottratta con forza al balbettio e
finalmente messa su carta, divenuta parola r-esistente.
Di fronte a questa cè lo stupore di rintracciare così
tanti echi di altri idiomi, i quali ci parlano di un meticciato
culturale ormai sempre più ineludibile e necessario.
L'autore: Tahar Lamri, nato ad Algeri nel 1958,
proviene dalla quella riva meridionale del Mediterraneo
tanto feconda di grandi scrittori. Nel 1979 dopo aver compiuto i
suoi studi in legge, ha lasciato lAlgeria e si è spostato
in Libia dove ha lavorato come traduttore presso il Consolato di
Francia a Bengazi fino al 1984. È arrivato in Italia nel
1986 dopo aver vissuto in Francia e in altri paesi europei.
È traduttore e interprete, scrittore, narratore e saggista.
Ha partecipato a molti seminari e convegni sulla letteratura della
migrazione e sul multiculturalismo in genere, e di alcuni ne è
stato diretto coordinatore e promotore. Organizza e prepara attività
teatrali, o meglio di narrazione, e con i suoi testi Il pellegrinaggio
della voce e Tuareg gira il mondo per incontrare persone e far conoscere
la sua letteratura.
Nei suoi scritti sa far convivere linguaggi diversi e lontani; il
ruvido dialetto della pianura padana e le voci dei cantastorie del
nord Africa, la cultura millenaria del mondo arabo e le parole di
questItalia in divenire
Scrivere in italiano ha per lui il senso, salvifico per lidioma,
della liberazione e contaminazione con le altre sue lingue (larabo,
il dialetto algerino, e, in un certo senso, il francese). La scrittura
è il suo pellegrinaggio verso questa lingua inedita, sottratta
con forza al balbettio e finalmente messa su carta,
divenuta parola r-esistente.
Di fronte a questa cè lo stupore di rintracciare così
tanti echi di altri idiomi, i quali ci parlano di un meticciato
culturale ormai sempre più ineludibile e necessario.
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