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SULLE ORME DI STRADIVARI

Immagino che conoscessero il loro mestiere, ma avevano i loro "segreti professionali" e finiva che era più quel che non mi dicevano che quel che mi spiegavano? Finì con l'avere più dubbi di prima."
"Poi venimmo a sapere che era uscito un libro: "I segreti di Stradivari". Era stato scritto da una persona che aveva avuto tra le mani i suoi inimitabili strumenti per restaurarli. Ce ne facemmo spedire una copia da Cremona e da lì cominciai il mio apprendistato. Mi studiai i disegni, le misure, che dovetti convertire una per una nel sistema metrico decimale. Dopo vari tentativi riuscì a realizzare una forma che mi parve soddisfacente ed intorno ad essa costruì il mio primo prototipo: suonò bene. Ne realizzai circa una dozzina prima che il sig. Pezzi tornasse alla carica: ora voleva una viola.
Questa volta fu più facile. In fondo non si tratta che di un violino più grande. La prima forma venne bene e così realizzai lo strumento. Ne feci tre o quattro prima di passare al "fratello più grande", un violoncello che tuttora suona nell'orchestra sinfonica della Rai."
garage-laboratorioDa allora gli strumenti del sig. Bassi, "liutaio per passione e non per professione", hanno preso le strade più diverse, varcando persino i confini nazionali, diventando insostituibili "compagni di lavoro " per professionisti della musica italiani e stranieri: perché davvero sono più unici che rari gli artigiani che realizzano strumenti "alla maniera antica" affidandosi unicamente a prodotti naturali.
"Io non sono un commerciante" spiega il nostro interlocutore accompagnandoci nel suo "laboratorio", il garage dove convivono gli attrezzi, taluni creati su misura dalla sua geniale inventiva, e l'auto di casa "Non ho scadenze da rispettare o ordinazioni. Realizzo uno strumento prima di tutto per me, perché mi va di farlo, non per venderlo. Vado in cerca del materiale, del legno con la giusta stagionatura (che è particolarmente difficile da trovare, perché i tempi richiesti per altri utilizzi, es. falegnameria, sono diversi) e così, guardando quel che trovo, comincio a farmi un'idea dello strumento che potrei realizzare."
"Di solito comincio a programmare il lavoro da settembre-ottobre, preparando il legno. Faccio in modo che la parte più faticosa (la sgrossatura, fatta completamente a mano!) venga a cadere nei mesi più freddi, cioè gennaio e febbraio. In primavera mi dedico alla rifinitura, e così, verso giugno, lo strumento è pronto per la verniciatura, di cui mi occupo in estate."
clipart violinoMa vediamo più in dettaglio, ma anche molto sinteticamente, come è fatto uno strumento ad arco.
Il corpo è costituito da un piano armonico (la superficie superiore) e dal fondo armonico (superficie inferiore) uniti dalle fasce. Sul piano armonico sono ricavate due fessure a forma di effe (Intagli), attraverso le quali esce il suono della cassa armonica. Tra le due fessure si colloca il ponticello, una sottile lamina di legno collocata sotto le corde, che la tengono in posizione con la loro tensione. Il ponticello trasmette le vibrazioni delle corde al piano armonico e, attraverso l'anima, un sottile bastoncino collocato dentro al violino, al fondo armonico. Le corde, quattro in tutto, sono agganciate alla cordiera e tese con i piroli sul manico, terminante nel riccio.
Il violino è lo strumento più piccolo della famiglia degli archi. Il nome compare per la prima volta intorno alla metà del '500 (anche se inizialmente indicava vari tipi di viola). Primi costruttori del violino moderno furono Gasparo da Salò, intorno alla prima metà del '600, e gli Amati. Ma fu il loro allievo Stradivari a raggiungere un'insuperata perfezione, definendo anche la forma, appiattendone il piano e il fondo. Altri liutai di fama furono i Guarnieri.
Col termine viola, nel Rinascimento, veniva indicato ogni tipo di strumento musicale ad arco, da gamba e da braccio. Oggi indica uno strumento in tutto simile al violino, ma un poco più grande e con un timbro più velato.
Il violoncello, a differenza degli strumenti già citati, viene suonato poggiandolo a terra sull'apposito puntale. Fu costruito da Gasparo da Salò e dagli Amati intorno alla seconda metà del XVI sec., come basso della famiglia del violino.
Il contrabbasso è il più grande e grave degli archi. Si affermò nel tardo seicento e, a differenza dei precedenti, può possedere anche cinque corde.




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