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LE MARIONETTE GAMBARUTTI

E quale altro tipo di pubblico restava? Quello infantile delle scuole. Fino agli anni ‘60, almeno una volta l’anno, si portavano i bambini delle scuole ad assistere agli spettacoli, poi, dopo l’arrivo della TV, le compagnie hanno dovuto invertire la tendenza, cioè erano loro ad entrare nelle scuole per portare i propri spettacoli. L’iniziativa era lodevole, in fin dei conti si trattava di consentire la sopravvivenza del teatro di animazione e di chi ne faceva parte in prima persona. E, si sa, che se si tratta di sopravvivere, qualsiasi mezzo per riuscirci è lecito. Purtroppo però, le cose, invece di evolvere in modo positivo, peggiorarono sempre più. Il teatro di animazione, già colpito duramente, subì un’altra sconfitta quando anche il mondo delle istituzioni lo abbandonò (ricordiamo che alcune città, del nord come del sud, menavano vanto di possedere teatri stabili di teatro di animazione, poi, improvvisamente, ciò non interessò più a nessuno), per cui si trovò in balia a sé stesso, senza aiuti, né istituzionali né, tantomeno, finanziari. La percentuale di coloro che continuarono l’attività si abbassò ancora di più e, nel contempo, nuove figure entrarono a fare parte del teatro d’animazione. Queste nuove figure erano (e sono) rappresentate da persone, soprattutto ragazzi, che, senza una preparazione adeguata e con l’obiettivo di pagarsi gli studi universitari, entrano nelle scuole a prezzi irrisori e rappresentano spettacoli che, il più delle volte, trattano i bambini come piccoli semideficienti. Quante volte mi è successo di andare in una scuola, parlare con la direzione e sentirmi dire: “Per carità! Ho visto uno spettacolo orrendo! Non voglio più sentir parlare né di marionette né di burattini!”. Ed è inutile cercare di spiegare loro che il tuo spettacolo è diverso, che hai una storia alle spalle, che svolgi il tuo lavoro seriamente da tutta la vita; il canale è chiuso e lo resterà per sempre.
Comunque, pur essendo nell’era del computer e dei videogiochi, presso i bambini il teatro d’animazione svolge ancora la sua funzione educativa e ludica e viene accolto con entusiasmo. Ma attenzione, non ci sono migliori critici che nei bambini: solo loro sono in grado di capire se li stai prendendo in giro, se ti stai servendo di loro e, se il tuo spettacolo non li convince, stai sicuro che non verranno mai dalla tua parte. In realtà non è vero che ai bambini si può dare qualsiasi cosa, sono in grado di discernere per conto proprio. In fin dei conti sono degli adulti in miniatura a cui mancano solo alcuni dati. Un segnale per capire quando sei seguito da tutti i bambini, è quando nessuno di loro piange o corre per la sala dove si sta svolgendo lo spettacolo. Spesso ai nostri spettacoli, capita di essere seguiti con molta attenzione da bambini che non arrivano all’anno e mezzo di età (che noi chiamiamo “sua minuscolaggine”) e che, una volta terminato lo spettacolo, piangono quando i genitori li prendono per riportarli a casa.

Quale tipo di repertorio raccoglie maggior consenso?

Il repertorio odierno varia tra gli spettacoli più disparati. Le fiabe, classiche o moderne che siano, hanno sempre presa sul pubblico di qualsiasi età, anche se noi stiamo spostando l’attenzione su spettacoli a carattere prevalentemente musicale. Oggi come oggi, la vita si svolge di fretta, la televisione offre spot pubblicitari inframmezzati di films, il tempo da dedicare al cinema e al teatro è sempre di meno, non si ha il tempo di seguire uno spettacolo che racconti una storia: bastano solo alcuni momenti poco impegnativi sotto il profilo intellettivo (la classica fuga dei cervelli). Al di fuori della scuola, quando ad esempio ci capita di lavorare all’aperto per qualche festa o simile oppure in teatri, ogni bambino è accompagnato da almeno due adulti e la cosa paradossale è che gli adulti si divertono molto di più dei bambini, parlo di trentenni che forse per la prima volta in vita loro vedono uno spettacolo di marionette e si lasciano affascinare da questo magico mondo.

Leggo nel Vostro sito web, che avete partecipato a dei laboratori con i bambini. Da dove partono queste iniziative e in cosa consistono?

In linea di massima l’esigenza di creare laboratori si rende necessaria dal momento in cui non ci sono più, come una volta, i vecchi giocattoli. Non dimentichiamo che i balocchi di una volta avevano poco o nulla di automatico, senza parlare di elettronica; anzi, per taluni versi erano addirittura “spartani”. Però consentivano di sviluppare nei bambini un senso di creatività e fantasia per interagire e far interagire fra loro i vari oggetti. Al giorno d’oggi i nostri bambini si trovano a giocare con balocchi che sono dei prodigi di tecnica ed elettronica ma che, nello stesso tempo, frustrano qualsiasi tentativo di far eseguire a tali oggetti qualcosa di diverso o assegnare loro un ruolo particolare. I giocattoli dovrebbero servire per consentire al bambino di creare una specie di alter ego, un compagno di giochi su cui scaricare anche problemi e tensioni. Anche il mondo delle bambole ha subìto una trasformazione radicale: da feticcio per instillare nella bambina il senso della maternità e della cura del prossimo, è diventato un mondo popolato da pin-up e modelle munite di automobili e dei vari accessori di serie, che, se da una parte affrancano il mondo femminile dalla schiavitù della cucina e della famiglia, dall’altra riproducono un mondo chiuso, senza valori spirituali, un mondo volto soltanto all’effimero, al transitorio. Senza contare i vari “automi” che ormai popolano il mondo delle bambole ma che poi, stranamente?, una volta regalati alla destinataria, finiscono molto presto nel dimenticatoio e lasciano il posto magari a un pupazzetto di stracci, che non sarà il massimo della tecnologia, ma renderà più felice e partecipe la bambina. Per aiutare i bambini ad essere più creativi e ad insegnare loro come muovere le mani, si è reso indispensabile dare loro degli strumenti, i più semplici possibili per imparare. Queste iniziative partono in genere da tutte quelle persone sensibili a questo tipo di problema, ad esempio insegnanti di scuole materne o elementari, che, stando a stretto contatto con i bambini, si rendono conto delle difficoltà che i bimbi incontrano a volte anche solo a disegnare o a tradurre praticamente alcune loro esigenze. In genere le attività laboratoriali che noi offriamo ai bambini sono a carattere manuale, prendono l’avvio dal disegnare su un foglio con la matita, seguendo delle sagome di legno, i vari pezzi di una marionetta. Poi spetta al loro arbitrio scegliere i personaggi e i colori con cui riempire gli spazi, fino ad arrivare ad avere una marionetta di cartone, facilmente replicabile per quante volte si voglia. Abbiamo tenuto, alcuni anni fa, una serie di laboratori nell’ambito di Vacanze a Milano. Ebbene, ci sono stati alcuni bambini che sono tornati tutti i giorni per costruire nuovi personaggi per poi crearsi degli spettacoli per conto proprio. Speriamo sempre che tra tanti bambini che si lasciano affascinare da questi laboratori, ce ne sia almeno uno che, un giorno, possa decidere di fare di quest’arte la sua vita.




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