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LE
MARIONETTE GAMBARUTTI
di Saille - marzo
2004
Benvenuti nella pagina dedicata ad
unarte antica e ormai considerata, nel nostro paese,
un trastullo dedicato unicamente allinfanzia, ma che
allestero gode tuttora della medesima considerazione
riservata ad un qualsiasi spettacolo di prosa.

Eppure il teatro danimazione, tema di questo
spazio, dai tempi dellantica Roma fino allavvento
della televisione, ha dilettato fanciulli, certo, ma anche
popolani e soldati, imperatori e uomini di Chiesa, divenendo
momento di svago e, al contempo, di diffusione della cultura,
dando vita a rappresentazioni che spaziavano dal comico
al sacro. Molti gli illustri estimatori, che del teatro
danimazione hanno scritto (ricordiamo Cicerone ed
Orazio) o che per esso hanno composto commedie o vere
e proprie opere (come Goldoni, Haydn, Gluck e Mozart).
Cavalieri e briganti, demoni e santi, mille i caratteri
assunti dai pupazzi animati, che presero fogge
e nomi diversi a seconda dei luoghi ove questarte
veniva praticata, creando non poca confusione nella distinzione
corretta dei vari oggetti di questa particolare
forma di spettacolo.
In effetti lItalia è uno dei pochi paesi
al mondo che distingue, denominandoli con termini diversi,
gli attori del teatro danimazione. Fondamentalmente
nel nostro paese possiamo distinguere tra tre grandi famiglie:
marionette, burattini e pupi.
La marionetta è un fantoccio a figura intera,
mosso dallalto attraverso fili collegati ad una
croce di legno chiamata bilancino. Il corpo
è di legno, così come la testa scolpita
e le gambe articolate, mentre le braccia sono di stoffa,
riempite di segatura. Nel complesso laltezza di
una marionetta va dagli 80 cm al metro e pesa intorno
agli 8 kg. A questa categoria appartiene anche il famoso
Pinocchio di Collodi, definito burattino perché
con questo termine, in Toscana, si è soliti indicare
tutti i pupazzi utilizzati nel teatro danimazione.
Il burattino propriamente detto è un fantoccio,
generalmente privo di gambe, costituito da testa e mani
in legno scolpito collegati da una veste, che ne costituisce
di fatto il corpo e che conterrà la mano del burattinaio.
E, infatti, coi movimenti di questultima che
il pupazzo viene animato.
Il pupo (siciliano o napoletano) è invece
una particolare variante della marionetta. E di
legno (il corpo è solo sbozzato, in quanto è
coperto con larmatura), con le gambe collegate al
corpo mediante unarticolazione che ne permette il
movimento a pendolo. Il pupazzo è mosso da un sistema
di corde e di ferri (uno attraversa la testa fissandosi
tra le sue scapole).
Si possono riscontrare varie differenze da una località
allaltra della Sicilia:
il pupo palermitano è alto tra gli 80 cm
e il metro, con un peso di circa 8 kg. Ha il ginocchio
articolato e nella mano destra, tra le dita chiuse ad
anello, passa una corda che permette di agganciare limpugnatura
della spada;
il pupo catanese è molto più grande
(tra i 110 e i 130 cm di altezza per 25 kg di peso), ha
il ginocchio rigido e la spada è già sguainata
e fissata alla mano destra;
diverso ancora il pupo di Acireale, più
piccolo del catanese e con ferri e corde più lunghi.
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